07 Gen Trasparenza dei trial clinici: firma la petizione AllTrials
Se hai a cuore la tua salute e quella dei tuoi cari, dedica alcuni minuti per informarti sul problema della mancanza di trasparenza dei trial farmaceutici e di quanto questo possa causare gravi rischi alla salute e spreco di risorse pubbliche.
È arrivato il momento di pretendere che tutti i dati della sperimentazione clinica sui farmaci attualmente in uso siano accessibili, affinché medici e pazienti possano scegliere le terapie più efficaci e sicure.
È arrivato il momento di registrare tutti i trial clinici* e riportarne tutti i risultati, perché la loro pubblicazione produce indubbi benefici per i pazienti, i ricercatori, i professionisti sanitari e le agenzie regolatorie di tutto il mondo.
I risultati di migliaia di trial non sono mai stati pubblicati e numerosi trial non sono mai stati registrati: di conseguenza le evidenze scientifiche emerse da questi studi – perdute per sempre – non raggiungeranno mai professionisti sanitari e ricercatori, determinando errate decisioni cliniche, mancate opportunità per migliorare la pratica professionale e inutili ripetizioni di sperimentazioni su persone e animali. Vi invitiamo a firmare la seguente petizione perché tutti i trial pregressi e attuali vengano registrati, riportando integralmente metodi e risultati.
Sul sito www.alltrials.net è possibile firmare la petizione AllTrials.
Esortiamo i governi, le agenzie regolatorie e gli enti di ricerca a intraprendere le azioni necessarie per raggiungere questo obiettivo.
AllTrials è una iniziativa di Bad Science, Sense About Science, British Medical Journal, James Lind Alliance, Centre for Evidence-based Medicine, supportata da numerose organizzazioni internazionali e centinaia di associazione di medici, pazienti, ricercatori e cittadini.
L’Associazione Salute Attiva Onlus sostiene la campagna AllTrials.
*Trial clinico: sperimentazione in cui si testano o si mettono alla prova dei prodotti o dei procedimenti in ambito sanitario (ad esempio, dei farmaci o dei materiali biomedicali oppure delle procedure sanitarie).
Lo slogan della campagna AllTrials recita “All Trials Registered, All Results Reported”, registrare tutti gli studi clinici, pubblicare tutti i risultati.
Questa richiesta va dritta al cuore del problema che ha minato la base della credibilità della medicina ufficiale.
Qualsiasi intervento in ambito medico ufficiale (che sia un farmaco, un esame diagnostico, una campagna di vaccinazione, ecc.) deve essere sostenuto, per essere approvato dagli enti regolatori pubblici, da concrete evidenze scientifiche che ne attestino, con una ragionevole certezza, l’efficacia e la sicurezza di utilizzo.
Il principio è sicuramente condivisibile e potremmo auspicare che sia applicato il più correttamente possibile. Purtroppo l’applicazione di questo principio viene influenzata da grosse distorsioni generate da pesanti conflitti di interesse che entrano in gioco in questo processo.
Siamo tutti portati a pensare alla aziende farmaceutiche che giocano sicuramente il ruolo principale (la stragrande maggioranza degli studi clinici è finanziata e gestita da loro) ma non si tratta solamente dell’interesse economico dell’industria farmaceutica.
Spesso intervengono anche ragioni di prestigio e di difesa delle posizioni conquistate in ambito accademico o nei centri di ricerca biomedica.
Tutti questi soggetti sono portati a non pubblicare gli studi clinici (i trials) in cui emergono la scarsa efficacia dei farmcaci sperimentati e i gravi effetti collaterali provocati, soprattutto se hanno un esito mortale.
Si stima che la metà degli studi clinici condotti nell’ambito della ricerca biomedica non venga pubblicata. È un problema di una gravità inaudita sia in termini di minaccia alla salute dei cittadini che di sprechi della spesa sanitaria pubblica.
In un contesto del genere possono essere approvati farmaci con gravi effetti collaterali di cui non si tiene conto in sede di approvazione perché le aziende farmaceutiche non pubblicano gli studi con esito negativo e presentano solo quei pochi opportunamente calibrati per evidenziare dati positivi. Purtroppo le conseguenze di queste omissioni si scopriranno solo in seguito, quando si riscontreranno i gravi effetti collaterali o addirittura la morte delle persone che hanno utilizzato quel farmaco.
O ancora, capita che vengano approvati tanti farmaci che non sono più efficaci di un placebo o di un altro trattamento più economico già utilizzato da tempo. E se questi farmaci sono a carico del sistema sanitario nazionale, vuol dire che stiamo sprecando soldi pubblici a vantaggio delle aziende farmaceutiche.
Una possibile soluzione a tutto questo?
Potrebbe essere proprio quello che propone l’iniziativa AllTrials: chiunque voglia intraprendere uno studio clinico deve registrarlo presso un’autorità indipendente pubblica e poi deve essere obbligato a pubblicare i risultati (tra l’altro devono essere resi pubblici non solo i risultati e gli effetti collaterali ma anche il metodo utilizzato per fare lo studio).
Se una cosa simile accadesse, ne beneficeremmo tutti, cittadini, medici, ricercatori onesti, enti regolatori pubblici e anche quelle aziende farmaceutiche animate da un minimo di etica.
Per firmare la petizione basta andare su
www.alltrials.net