Il mio intervento chiude il Convegno “Libera salute” di Salute Attiva Onlus tenutosi a dicembre 2016 a Milano. Nell’impossibilità di presenziare di persona in quella giornata, ho esposto il mio argomento in questo video.

Voglio portare l’attenzione sull’importanza, per chi è in posizione di aiuto ma anche per famigliari o amici, di consentire alla persona che deve fare una scelta per la propria salute di poter compiere una libera scelta personale, e sull’importanza di quanto il condizionamento esterno da parte della propria cerchia di influenze, e dei media in generale, possa essere di intralcio, se non addirittura nocivo, per tale scelta.

Negli interventi precedenti del convegno abbiamo visto quanto la modalità di comunicazione sia importante e di impatto sulle opinioni e sulle scelte della persona che è chiamata a prendere delle decisioni così delicate per se stessa.

Mentre un giudizio, se pur pesante e male pronunciato, lanciato sull’ultimo allenatore della nazionale di calcio o sull’ultimo modello di smartphone può essere innocuo, i duri scontri verbali circa le possibilità di interventi terapeutici o i tentativi di screditare certi medici o personaggi, possono viceversa avere un impatto tremendo su chi sta compiendo una scelta per la propria salute, specialmente se ha ricevuto una diagnosi di grave malattia.

Come ha osservato Mauro Sartorio nell’intervento precedente al mio, dietro a tali scontri verbali tra fazioni di sostenitori e detrattori c’è un problema di identificazione, proporzionale alla propria paura personale.

Purtroppo la persona che si trova in un momento critico di fragilità per via di una grave diagnosi medica, ne resta fortemente condizionata, spesso sentendosi costretta a schierarsi a sua volta, compiendo una scelta di tipo esclusivo senza possibilità di integrare le qualità migliori di entrambe le parti.

Io, come consulente sulle 5 leggi biologiche, vedo tutti i giorni persone molto confuse e a rischio di isolamento (con le conseguenze che il “conflitto del profugo” porta con sè).

Io per prima ho avuto un’esperienza personale con la diagnosi tumorale e con le difficoltà di compiere delle scelte lucidamente, e so bene che il confronto con le persone care, i famigliari, è molto impegnativo, perchè anch’essi hanno a loro volta le proprie aspettative e speranze in reazione alle personali paure nei confronti della malattia e, soprattutto, alla paura di perdere la persona amata.

Le polemiche popolari e la guerra mediatica sono contesti più allargati che sicuramente peggiorano l’impatto sul mantenimento della lucidità decisionale che certe scelte richiedono.

La persona in difficoltà arriva spesso a prendere decisioni sull’onda di condizionamenti esterni, perchè non è in grado ascoltarsi in mezzo a tanto rumore.

Occorre riappropriarsi di un percorso di scelta che è individuale, che non è delegabile e non può essere spinto da forze esterne. Tali forze non possono essere eliminate, ma vanno gestite per quello che sono: la proiezione di paure altrui.

Ora più che mai occorre che ciascuno si attivi per contattare la propria forza personale, per diventare abile a darsi delle risposte (respons-abile). Nessuno lo può fare al posto di un altro. È una risposta che si trova dentro le proprie risorse e intuizioni, distaccate dalla storia di paura e dolore di qualcun altro.

Occorre fare spazio al silenzio…al sacro silenzio.

In questo contesto il consulente sulle 5 leggi biologiche è colui che accompagna la persona a prendere contatto con se stessa e a sentire in quale direzione si muove la sua FORZA per compiere la sua libera scelta personale.

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